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Naturópatas en la Red

Sobre la reglamentación de la figura del Naturópata en Italia

Por FENACO - 28 de Enero, 2012, 9:16, Categoría: Naturópatas en la Red

Notas de Prensa
28/01/2012
Sobre la reglamentación de la figura del Naturópata en Italia

Entrevista realizada a Adele Lamonica, Naturópata italiana, formadora, y conocedora en profundidad de todos los aspectos de la formación Naturopática, con el objetivo de analizar y conocer más a fondo la figura dle profesional Naturóapta, su funciòn social y los aspectos formaticos; todo ello debido a la propuesta de ley presentada por el Senador Bianco para la regulación de la profesión Naturopatica en Italia.

La entrevista la dejamos en el idioma original, italiano, para que no se pierda nada del significado contextual que bien vale leer detenidamente.

Grazie a un intervento sul nostro sito operato dal Prof. Harry Tallarita, Direttore dell'Accademia Anea e Segretario nazionale dell'Istituto Nazionale per la Naturopatia, sono emersi nuovi elementi circa la regolamentazione del naturopata. In discussione al Senato c'è un DDL che ben specifica ruolo, ambiti e competenze di questa figura professionale. L'intervento del professionista ha generato commenti interessanti dal parte degli esperti del settore. Nel caso foste interessati, potete trovare in rete il DDL sul riconoscimento del naturopata come "operatore sanitario non medico".

Abbiamo voluto aprire un dialogo con la Dr.ssa Adele Lamonica, che si è dimostrata subito disponibile all'approfondimento e al confronto. La Dr.ssa Lamonica è Direttore del Corso di Naturopatia e presidente presso l'Istituto Superiore di Cultura Giordano Bruno, nonché Vice Presidente dell'Istituto Nazionale per la Naturopatia (INAT).

Facciamo chiarezza. Il naturopata non è un medico. Allora, come lo si può definire? 

In tutti questi anni c’è sempre stata una grande confusione rispetto alla figura del Naturopata. Si è andati solitamente da un opposto all’altro (da sciamano/mago fino alla sua definizione di “medico”), tirando fuori definizioni che MAI sono arrivate dal mondo della Naturopatia e dai suoi operatori. Ovviamente la mancanza totale di informazione corretta fa si che si generino equivoci ad oltranza. Tutto ciò è dovuto anche al fatto che in genere sui media, si invitino tutti a parlare di naturopatia, tranne che i Naturopati, e questo logicamente genera una serie di interpretazioni del tutto personali sulla disciplina che nulla hanno a che fare con la realtà. Dare in uno spazio come questo una definizione completa è abbastanza riduttivo.

Per sintetizzare il più possibile le dirò che il naturopata non è un medico, e nè presume di esserlo.

Per la filosofia che soggiace alla Naturopatia, la definizione di “medico” è molto lontana dalla mentalità del Naturopata. Diciamo più correttamente che il Naturopata è una figura complementare, che si occupa essenzialmente di educazione alla salute, primary care e promozione della saluteattraverso metodiche non invasive per il riequilibrio della persona, come meglio definito dal recente documento dell'OMS “Standard per la formazione in Medicina Tradizionale/Complementare e Alternativa: Naturopatia” (in lingua originale, Benchmarks for Training in Naturopathy) : "Una professione sanitaria che enfatizza la prevenzione, il trattamento e la promozione della salute ottimale attraverso l’uso di metodi  e modalità che incoraggiano il processo di autoguarigione (Vis Medicatrix Naturae)".

Essenzialmente, una professione non medica, distinta da quest'ultima, in quanto il Naturopata non fa diagnosi nosologica né cura le malattie, atti di pertinenza medica. Una figura che anzi, al contrario di quanto si possa pensare, è in stretta collaborazione con il medico, secondo una idea di Medicina Integrata che vede come primo obiettivo il benessere dell’utente.

Si può parlare, come fanno alcuni siti, di "operatore sanitario naturopata"? 

Se ne può parlare come ipotesi, come obiettivo. Allo stato attuale ancora il Naturopata non è contestualizzato nella categoria del Sanitario, come invece noi ci auguriamo che sia. Proprio in questa direzione è il DDL n. 2152 Norme in materia di regolamentazione della figura di operatore sanitario Naturopata, presentata dal Senatore Bianco e della quale con il direttivo dell’INAT, Istituto Nazionale per la Naturopatia, ho contribuito alla stesura.

Questa odierna “terra di nessuno” nella quale viviamo oggi, alimenta solo una grande confusione e fa si che si possano ipotizzare soluzioni come quella di dare alle estetiste la possibilità di “fare naturopatia” senza un percorso di studi adeguato oppure favorire che l’imbroglione di turno si definisca o sia definito automaticamente “Naturopata”. Con tutto il rispetto per le estetiste, quando si fa educazione alla salute o primary care, come minimo, mi concederà che sia necessaria una solida preparazione su base medico/scientifica e una definizione corretta e puntuale del curriculum di studi del Naturopata e del suo iter professionale successivo agli studi darebbe chiarezza all’utenza e, finalmente, trasparenza professionale agli operatori. Contestualizzare il Naturopata nel sanitario non solo eliminerebbe tutti gli equivoci sulla “scientificità” della disciplina, ma inserirebbe finalmente il Naturopata nel suo contesto ideale che è quello della promozione alla salute.

In termini di regolamentazione circa le cure naturali, l'Italia è indietro rispetto ad altri paesi d'Europa?

Assolutamente si In Italia sono state disattese  le risoluzioni del Parlamento europeo (1997) e delConsiglio d’Europa (1999), che prevedono l'armonizzazione dei paesi membri riguardo le figure non mediche del Complementary and Alternative Medicines (CAM) e non è mai stato adottato il piano strategico sulle MNC dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2002).

Inoltre è stato disatteso anche l’importante documento che è stato presentato a Milano nel 2004 dalla Organizzazione mondiale della sanità a tutela del paziente delle MNC o CAM , intitolato  «Linee guida per lo sviluppo dell’informazione al consumatore sull’utilizzo appropriato della medicina tradizionale, complementare e alternativa», in cui vengono sottolineate le politiche che i governi dovrebbero mettere in atto per le MNC. In Europa le leggi più recenti sulla naturopatia, si sono  ovviamente ispirate alle linee guida OMS e a quelle europee quali la Risoluzione di Lannoye-Collins; considerando la Naturopatia disciplina  complementare alla medicina ufficiale, e praticata da operatori non medici adeguatamente preparati. Di fatto in Italia, ben lungi dal tenere conto di tutto questo si vive ancora in una vacatio legis, che non è certo voluta né dai Naturopati che lavorano seriamente, né tantomeno dalle Associazioni di Naturopatia che li rappresentano.

In Italia ogni regione si è dotata o si sta dotando di una propria regolamentazione per la naturopatia? 

Attualmente le Regioni che hanno fatto passi avanti in questo senso sono due: la Toscana e LaLombardia. La legge regionale Toscana è a regime. Ciò vuol dire che da luglio sono cominciate le iscrizioni agli elenchi regionali per: Naturopatia, Shiatsu, Craniosacrale, Yoga e Pranopratica. La legge regionale lombarda manca ancora dei decreti attuativi. Come in Toscana sono stati fatti dei tavoli disciplinari, cercando un compromesso fra le diverse realtà formative, in modo da stabilire uno standard minimo comune. L'approccio delle leggi regionali è stato quello di prendere atto della presenza sul territorio di professionisti non regolamentati  e non "riconoscerne la figura", bensìtutelare il cittadino che a loro si rivolge con una specie di bollino blu non obbligatorio. Non potendo legiferare in ambito sanitario, le regioni si muovono nel settore appositamente creato delle "discipline bionaturali". Esse sostengono che il benessere sia l'obiettivo dell'attività di queste discipline e non la salute. Come vede, si gioca ancora con le parole.

La disquisizione se sia più ampio il concetto di benessere o quello di salute potrebbe durare in eterno e non portare a niente. Resta da dire che la tendenza europea è verso una formazione alta, di livello universitario, perchè, sia che si parli di benessere, sia che si parli di salute, l'operatore dovrebbe essere in grado di capire quando la persona che a lui si rivolge debba essere inviata al medico, in quanto sospetto  portatore di patologia. Questo assunto essenziale non fa che sottolineare lanecessità della collaborazione con la classe medica ed ecco che siamo ritornati al concetto di salute.

Un suo commento nel portale ha suscitato il nostro interesse: "Ad ogni piè sospinto quando qualche cialtrone commette qualche abuso o qualche grave danno, viene automaticamente etichettato dai media come "naturopata" per poi scoprire che con la naturopatia nulla aveva a che fare.". Ciò rallenta di molto il processo di regolamentazione della figura del naturopata e discredita i 15.000 naturopati che svolgono il loro lavoro in Italia con professionalità. Il DDL del 3 maggio 2010 depositato in Senato prevede un modo per ovviare al rischioso inconveniente?

L’obiettivo principale della proposta di legge consiste nel definire il profilo professionale degli operatori in Naturopati ed il percorso formativo indispensabile ad un corretto esercizio professionale a  tutela dell’utente. Parimenti si introduce il ruolo delle associazioni di categoria, quali tutrici della qualità della professione e garanti dell’aggiornamento e dell’osservanza del Codice Deontologico, così come da Direttiva CE del 2005.

Si introduce altresì un Registro Nazionale dei Naturopati. Insomma una regolamentazione a 360° per far finire questa terra di nessuno in cui brancoliamo oggi e nella quale, in nome della Naturopatia, si può dire e fare qualsiasi cosa. Guardi sono molto autocritica. Una regolamentazione del genere serve anche a mettere ordine all’interno dello stesso mondo della Naturopatia, dove oggi, proprio per questa mancanza di indicazioni e norme, possono gravitare anche personaggi e situazioni che di certo non giovano all’immagine della disciplina.

Ovviamente in questa situazione è facile fare della critica a buon mercato e, come lei accennava citando la mia affermazione, soprattutto i media enfatizzano spesso fatti e circostanze nelle quali si parla di Naturopatia o Naturopati, per poi scoprire che questi sedicenti naturopati non hanno nessunattestato di studi in Naturopatia, non sono iscritti ad alcuna Associazione di Categoria, e non ottemperano a tutte le norme fiscali e assicurative che servono per esercitare la professione. Caratteristiche invece che il professionista Naturopata serio ha sempre.

Se un cittadino italiano ha un qualsiasi disturbo, la prima reazione istintiva è andare dal medico. Intendo dire che fino a qualche tempo fa rivolgersi al naturopata non era nemmeno una possibilità contemplata. Le cose stanno cambiando?

Le cose sono cambiate nella misura in cui oggi in Italia, come nel resto d’Europa la popolazione ricorre sempre più frequentemente a prestazioni complementari e a pratiche empiriche non mediche e non convenzionali, tra le quali la Naturopatia. Però vede il punto è proprio questo: non c’è una antitesi tra medicina convenzionale e terapie naturali. Questi manicheismi non agevolano il dialogo e soprattutto non vanno a vantaggio dell’utenza. La realtà auspicabile, come le dicevo prima è quella di pensare ad una “sanità integrata” dove la medicina convenzionale e le metodiche non convenzionali possano camminare insieme come dovrebbe essere. Le faccio un esempio pratico: se dal naturopata si recasse un malato oncologico, non sarebbe un buon naturopata colui che presumesse con molta supponenza di affrontare una situazione del genere con le sole metodiche della Naturopatia.

Il Naturopata professionista non lo farebbe mai. Anzi consiglierebbe al suo cliente di recarsi dall’oncologo per affrontare le cure adatte alla situazione e, di concerto con l’oncologo aiuterebbe il suo cliente con le metodi dolci tipiche della Naturopatia ad affrontare più serenamente gli effetti collaterali della chemioterapia. Le ho fatto un esempio limite perché ci sono delle realtà in cui già oggi si opera in questo modo.

Esistono specifici disturbi o famiglie di disturbi per i quali davvero sarebbe consigliabile sentire un naturopata prima di qualsiasi altra figura professionale?

Come le ho detto prima il Naturopata non “cura il disturbo”. Il Naturopata fa prevenzione ed educazione alla salute. E’ chiaro quindi che dal naturopata si vada per evitare che il disturbo insorga e arrivi ad essere una patologia grave. Il consiglio è quello di andare dal Naturopata per sapere come affrontare una alimentazione sana, conoscere e attivare la capacità di guarigione del proprio terreno (dove per "terreno" si intende la predisposizione ad alcuni tipi di disturbi); in altre parole, essere consapevoli della propria salute e della capacità di gestirla in modo sano.

Sostanzialmente il Naturopata è un operatore (come contemplato in molti paesi europei e dall’O.M.S.) che, attraverso molteplici tecniche, favorisce il mantenimento dello stato di salute e di benessere della persona, in base alle sue caratteristiche costituzionali, ovvero valuta la predisposizione ad alterazioni funzionali, organiche, le capacità reattive dell’individuo, l’alimentazione, le abitudini e lo stile di vita, fornendo suggerimenti sull’uso di alimenti, prodotti naturali ed integratori di libera vendita. La naturopatia essenzialmente opera quindi nell'ambito fisiologico e predisposizionale e non in ambito patologico. Va da sé che, come ho già accennato, il Naturopata deve avere una formazione tale da poter essere in grado di collaborare con il medico o altre figure socio-sanitarie.

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Jessica Beatty, Naturópata canadiense acreditada por la Manitoba Naturopathic Association (MNA)

Por FENACO - 17 de Enero, 2012, 18:43, Categoría: Naturópatas en la Red

Notas de Prensa
17/01/2012

Jessica Beatty, Naturópata canadiense acreditada por la Manitoba Naturopathic Association (MNA)

La Dra. Jessica Beatty ND es Naturópata, con licencia naturopática concedida por  la Manitoba Naturopathic Association (MNA) y la Canadian Association of Naturopathic Doctors (CAND).  Acaba de instalarse en Winnipeg, donde ha abierto su consulta de Naturopatía para hacer frente a la creciente necesidad de servicios de Naturopatía como complemento y alternativa a la atención primaria de salud.

Dra. Beatty  ND se  graduó en  el Boucher Institute of Naturopathic Medicine de New Westminster, British Columbia (Canada). Antes de completar su formación naturopática, la Dra. Beatty obtuvo su Licenciatura en Ciencias por la Universidad de Winnipeg. La práctica profesional Naturopática de la Dra. Beatty combina la teoría científica moderna con técnicas tradicionales de sanación. Su enfoque integral abarca las necesidades individuales del paciente, buscando el equilibrio entre los factores fisiológicos, estructural, mental, emocional y social. La Dra. Beatty  utiliza una amplia variedad de terapias adicionales para hacer frente eficazmente a la causa raíz del malestar incluidos el asesoramiento nutricional, medicina botánica, acupuntura, manipulación naturopatica, terapia de Bowen, la quelación IV, terapia neural y Proloterapia neural. Poniendo el énfasis en el bienestar nutricional y emocional lo cual constituye el eje de su intervención Naturopática.

Intervención Naturopática

La Dra. Beatty entiende que nuestro cuerpo tiene distintas forma de decirnos que algo está mal, y que es deber del naturópata  ayudar a interpretar estos síntomas, y para propiciar el equilibrio natural en nuestro cuerpo, mente y espíritu. La Dra. Beatty aborda todas las condiciones de salud con un interés particular en la salud músculo-esquelético (incluyendo las enfermedades inflamatorias crónicas, degeneración de las articulaciones, daño en los nervios, las lesiones agudas y crónicas, y la fibromialgia), la salud de la mujer (incluida la prueba normal de Papanicolaou, desequilibrios hormonales y problemas ginecológicos) , la salud digestiva, (incluyendo las alergias y sensibilidad a los alimentos, el IBS, el IBD y la GERD), la salud cardiovascular, la ansiedad y la depresión y el bienestar general.

Resumen de las Cualificaciones

  • Doctora en Naturopatía, Boucher Institute of Naturopathic Medicine
  • Licenciado en Ciencias por la Universidad de Winnipeg
  • Certificación en Neural Prolotherapy
  • Certificación en Intravenous Therapy
  • Certificación en Intravenous Chelation Therapy
  • Certificación en Bowen Therapy
  • Miembro de  la Manitoba Naturopathic Association (MNA)
  • Miembro de Canadian Association of Naturopathic Doctors (CAND)

Para obtener una lista completa de los tratamientos, servicios y las pruebas ofrecidas por la Dra. Jessica Beatty BSc ND, por favor visite la siguiente pagina de servicios naturopáticos

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José Manuel Santiago, Colegiado FENACO: "el paciente y la insoportable levedad de su paciencia"

Por FENACO - 15 de Enero, 2012, 13:06, Categoría: Naturópatas en la Red

Notas de Prensa
15/01/2012
José Manuel Santiago, Colegiado FENACO: "el paciente y la insoportable levedad de su paciencia"

Me presento ante ustedes con la noble y compleja labor de exponerles desde estas escuetas líneas parte de mi visión y los conocimientos de una ciencia tan extensa y cultivada como es la Naturopatía, la cual, en mi caso, es profesión, y un modo de vida.

Seguramente, a estas alturas del editorial ya se haya provocado un cisma entre ustedes, ese famoso y polémico cisma que divide a la gente entre los defensores a ultranza de uno u otro modelo a seguir a la hora de afrontar una dolencia, obviamente me refiero a esa dicotomía Medicina-Naturopatía.

Este dichoso “enfrentamiento”, visto desde el punto de vista del Naturópata, no tiene sentido.

Y no tiene sentido porque jamás un Naturópata se debe presentar como una alternativa al médico, sino como un complemento, una ayuda. Todo lo demás sería charlatanería de mercadillo.

Es obvio que hoy en día abusamos de la medicación, queremos que nos curen, pero que sea rapidito “deme usted algo para dormir, algo para el dolor, algo para estudiar,… para pensar”, pero no queremos invertir ni un instante en nuestro proceso de sanación, nos hemos acostumbrado a dosis descomunales de medicamentos que empleamos para todo.

La propia aspirina, vista por un egipcio es un “cañón medicinal”.

Los egipcios describieron en el papiro de Ebers (redactado hacia el año 1550 antes de nuestra era) las propiedades de una sustancia utilizada para curar el dolor y que era obtenida de las hojas de mirto: el ácido salicílico, muy similar al moderno acetilsalicílico, pero que generaba muchos problemas gastrointestinales. Y así se vino usando, obteniéndolo del sauce, alcornoque y otros árboles, hasta que en 1897 el químico alemán de la Bayer, Félix Hoffmann, sintetizó en la aspirina la forma 100% estable, todo un logro y un paso más en la medicina, pero en este proceso de perfeccionamiento medicinal, se paga un peaje: la paciencia del paciente.

Aún recuerdo cuando, de pequeño, mí querida madre me curaba esos “aires de los oídos” tan dolorosos metiéndome un cucurucho de papel en el oído y quemando el extremo opuesto, y funcionaba, pero si empeoraba, entonces, y después de muchos cuidados con todos los remedios que conocía, y solo entonces,… recurría a la artillería: el señor doctor.

Si esa instantánea retrospectiva que acabo de hacerles la intentásemos hacer ahora, veríamos a mami y su baúl de tabletas comerciales o genéricas “disparando a discreción”, entre el arsenal de principios activos hiperconcentrados, seguro que con algo acierta a quitar el dolor de turno.

La diferencia es que mi madre, cuando conseguía sanarme de una forma natural, evitaba los posibles daños colaterales que podía provocar esa ensalada de pastillas en mi organismo.

Ella tenía PACIENCIA, sabía que el proceso curativo requería un tiempo, que la gripe con pastillas duraba siete días, y sin pastillas… también. Y si era neumonía también sabía lo de la artillería: el señor doctor.

Lejos de querer denostar a las maravillas médicas que ha conseguido crear el hombre, lo que quiero hacerles ver es que también hemos creado grandes cañones para la guerra, pero no los usamos para matar moscas, sería despilfarrar y arriesgarse a sufrir un daño colateral. El mismo doctor que nos receta un medicamento nos advierte del enorme peligro que supone el uso abusivo de los concentrados farmacológicos, y eso mismo es lo que pensamos aquellos que sabemos que la inmensa mayoría de los principios activos sintetizados en los medicamentos se encuentran en concentraciones mucho mas seguras en la Naturaleza.

La clave es LA PACIENCIA, sería absurdo para un Naturópata pretender competir en celeridad con todas las herramientas y conocimientos que están al servicio de los médicos. Ni lo pretendemos, ni lo necesitamos.

Quizá un breve repaso por los orígenes de la Naturopatía les ayude a comprender:

La Naturopatía es entendida como un método o conjunto de métodos naturales que ha existido desde el principio de los tiempos, aunque por aquel entonces el hombre hacía uso de ella de forma espontánea integrándola inconscientemente en su vida cotidiana, hábito que la comodidad que nos proporciona los modernos medicamentos nos ha hecho perder.

La cultura griega lo hace a través del concepto de Diaitia, en la cultura romana se habla del Ars Vivendi, en la cultura monacal de RegulaVitae. En la cultura árabe el criterio naturopático se define a través del Tabdir, en la cultura oriental e indoamericana, por medio del Taoísmo y del Chamanismo, respectivamente, todas ellas no se quedan solamente en el tratamiento de sanación, sino que son doctrinas de como vivir en equilibrio con todo lo que nos rodea.

De modo, que desde antes de los egipcios hasta nuestros tiempos, pasando por el mismísimo Hipócrates, la sanación tenía dos componentes: la científica y la espiritual. Es esta última componente la que ha sido fulminada por la insoportable impaciencia del paciente y de las multinacionales farmacéuticas. Para el Naturópata, tan importante es el efecto de sus atenciones como la participación activa del paciente en su proceso de sanación.

Desde siempre la medicina fue así, el nivel de salud dependía del grado de armonía con el medio ambiente, de armonía social, espiritual, energética y alimentaria. Y así sigue siendo, tanto para Médicos como para Naturópatas, la diferencia entre ambos es que los Naturópatas seguimos teniendo fe en esa parte espiritual para completar el tratamiento con medicinas naturales.

Dicho esto, quiero dejar claro que su médico es su mejor sanador, y su tratamiento el mejor, pero nosotros, los que pensamos que el hombre ha perdido ese instinto de “auto sanación” por medio de un modo de vida ordenado y equilibrado con la naturaleza, podemos ser un excelente complemento a la hora de mejorar la manera de atajar una dolencia.

Me despido por hoy, emplazándoles a ojear este humilde rincón en el que cada semana les daré consejos y remedios de Salud Natural.

Fuente:El Pueblo de Ceuta

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Michel Cohen, Naturópata, coautor del libro "El cerebro y la anatomía de la liberación"

Por FENACO - 24 de Noviembre, 2011, 13:09, Categoría: Naturópatas en la Red

Notas de Prensa
24/11/2011
Michel Cohen, Naturópata, coautor del libro "El cerebro y la anatomía de la liberación"

«En el mundo de lo infinitamente pequeño, aseguró Michel Cohen, no se pueden medir la velocidad ni saber la posición de una partícula. La luz es onda o partícula, pero nunca las dos cosas a la vez». Es el principio de incertidumbre de Heisenberg. La física cuántica ha evidenciado con claridad las interrelaciones existentes entre las realidades materiales y espirituales. «En el mundo cuántico no existe separación alguna entre espíritu y materia». Dos conceptos que «se cruzan en nuestro cerebro, lugar privilegiado donde el mundo real y el espiritual se complementan», afirmó este licenciado en filosofía, diplomado en naturopatía y autor, junto a la doctora en medicina Rosa María Cohen, del libro El cerebro y la anatomía de la liberación.

Editado por la Fundación Rosarium, el libro lanza la hipótesis de que «nuestro cerebro trabaja de forma cuántica». El cerebro es una fábrica de energía y de vibración. «Materia, energía y consciencia son inseparables, asevera Cohen, y ésta última se adapta al nivel del estado de vibración de la materia que capta a través de los sentidos».

Ante la pregunta: «¿ existe un estado de consciencia que sea sinónimo de libertad, de realización espiritual?, Rosa María Cohen responde que «sólo podremos experimentar una realidad superior si purificamos nuestros deseos. El ser humano es prisionero de sus deseos y de sus sentimientos, que condicionan nuestros pensamientos y emociones. El cuerpo humano es capaz de transformaciones instantáneas de naturaleza cuántica, cambios que pueden ser estabilizados por nuevos estados de consciencia cuando se mantienen». 

Los Cohen acuden al epigrama que para ellos constituye una de las claves más relevantes de la filosofía hermética: «Recibirlo todo, entregarlo todo y así renovarlo todo, para colocarnos en la tierra, sí, en nuestra realidad».

Fuente: levante emv.com

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La Naturopatía y la figura del Naturópata, por la Naturópata Liliana Gimenez Haas

Por FENACO - 8 de Noviembre, 2011, 16:52, Categoría: Naturópatas en la Red

Notas de Prensa
8/11/2011
 La Naturopatía y la figura del Naturópata, por la Naturópata Liliana Gimenez Haas

Hay técnicas que se inspiran en La Naturaleza como concepción fundamental de la Vida Se originan en las grandes tradiciones de Oriente y Occidente, y se inspiran en la visión holística de la mente y el cuerpo, que encuentra su expresiònen las terapias naturales integradas.

Estos enfoques son reconocidos por todo el mundo como seguros y eficaces para la salud y elbienestar, y porque son también particularmente útiles para la prevención de las enfermedades.

Las actividades del cuerpo físico, mente, emociones y espíritu están estrechamentevinculados entre sí. Un cuerpo sano influirá positivamente en la mente o las emociones; por el contrario, un estado de ánimo negativo (como por ejemplo el odio, la autoestima baja o el miedo) si se hace crònico, inevitablemente, llevarà aadquirir una enfermedad más o menos grave

A menudo tendemos a subestimar los pequeños problemas y luego sólo nos preocupan cuando se han convertido en una enfermedad.

Las pequeñas perturbaciones son señales de alarma que advierten la presencia de desequilibrios variados. Si no se presta la debida atención a estas advertencias y no se les da el remedio adecuado, están destinadas a convertirse en una enfermedad, muchas veces grave e irreversible.

La enfermedad en la mayoría de los casos es simplemente la etapa finalde un conflicto, de un estado psicológico negativo crònico y sin resolver.

Los medicamentos modernos, en muchos casos son esencialespero son cada vez más agresivos y producir más, o menos, graves efectos secundarios.

La Naturopatía es una técnica holìstica que considera al ser biològico como una unidad; se acerca al desequilibrio de la salud psico-física de una manera diferente a la medicina tradicional. Utiliza un enfoque integral de la salud, en el que cada individuo es visto en su totalidad y en su singularidad como unidad biologica, psiquica y espiritual.

El término proviene del inglés Natures Path ("Sendero Natural"), pero también tiene otra interpretación: "sentir según la naturaleza" (del latinNatura y del griego Pathos).

El principio de fondo de la Naturopatía, común a muchas disciplinas holísticas, es que el ser vivo desde su nacimiento posee una cierta cantidad de energía vital, que regula todos los procesos bioquímicos siguiendo un modelo de "inteligencia biológica" (Vis Naturae Medicatrix, el poder curativo de la Naturaleza); energía vital que varía con el tiempo y que determina el estado de salud del individuo. 
La Naturopatía evalúa esta "capacidad vital" y ayuda a mantenerla, o a restablecerla en el caso de desequilibrios y disfunciones vigentes.

Los conceptos básicos de la Naturopatía son: el cumplimiento de las leyes biológicas que rigen la vida, el equilibrio de la energía, la nutrición apropiada, y la desintoxicación del cuerpo.

Un correcto estilo de vida, una alimentaciòn equilibrada, un ambiente sano, pensamientos y emociones positivas son una buena actitud para mantenerse en perfecta salud fìsica y mental. Cuando uno o màs de estos elementos falta, el cuerpo fìsico manifiesta malestar y enfermedad.

Con ella podemos resolver problemas de: insomnio, ataques de pànico, depresiòn, disturbios de la alimentaciòn como bulimia, anorexia, obesidad, problemas de concentraciòn y de memoria, estrés, ansia, traumas no resueltos, tabaquismo, dolores musculares, indecisiòn, rabias que impiden el fluir del amor.

El Naturópata es un facilitador del bienestar que actúa en forma autónoma en el campo socio-sanitario. Tiene un rol profesional comoeducador y como guía hacia la toma de conciencia del propio estado de salud. Por lo tanto es muy útil, y de gran auxilio, en una sociedad que muestra un neto aumento de las patologías crónico-degenerativas causadas por estrés y envejecimiento precoz.

El Naturópata debe ser capaz de reconocer, de acuerdo con la ética y la conciencia, cuáles situaciones no corresponden a su competencia, visto que no se ocupa de diagnosticar (tarea exclusiva del médico), sino dereequilibrar el sistema psico-físico y emocional, y de mejorar la capacidad de auto-defensa y auto-sanación intrínseca del organismo, con técnicas absolutamente naturales y sin contraindicaciones.

Para estos fines utiliza - en forma integrada - muchos métodos  y técnicas naturales: Iriología, Flores de Bach (personales y transpersonales), Homepatìa a bajas diluciones (Sales de Schüssler), Constelaciones Familiares, Técnicas de relajamientoCristalterapia, CromoterapiaOligoelementos, Hierbas Medicinales, Aromaterapia, Integradores Alimenticios, Digitopuntura, Kinesiología Aplicada,Reflexología PlantarMasaje y dieta Ayurvédicos, etc.

Fuente: Harmony. Instituto de Salud y Belleza

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