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Enero del 2012

Sobre la reglamentación de la figura del Naturópata en Italia

Por FENACO - 28 de Enero, 2012, 9:16, Categoría: Naturópatas en la Red

Notas de Prensa
28/01/2012
Sobre la reglamentación de la figura del Naturópata en Italia

Entrevista realizada a Adele Lamonica, Naturópata italiana, formadora, y conocedora en profundidad de todos los aspectos de la formación Naturopática, con el objetivo de analizar y conocer más a fondo la figura dle profesional Naturóapta, su funciòn social y los aspectos formaticos; todo ello debido a la propuesta de ley presentada por el Senador Bianco para la regulación de la profesión Naturopatica en Italia.

La entrevista la dejamos en el idioma original, italiano, para que no se pierda nada del significado contextual que bien vale leer detenidamente.

Grazie a un intervento sul nostro sito operato dal Prof. Harry Tallarita, Direttore dell'Accademia Anea e Segretario nazionale dell'Istituto Nazionale per la Naturopatia, sono emersi nuovi elementi circa la regolamentazione del naturopata. In discussione al Senato c'è un DDL che ben specifica ruolo, ambiti e competenze di questa figura professionale. L'intervento del professionista ha generato commenti interessanti dal parte degli esperti del settore. Nel caso foste interessati, potete trovare in rete il DDL sul riconoscimento del naturopata come "operatore sanitario non medico".

Abbiamo voluto aprire un dialogo con la Dr.ssa Adele Lamonica, che si è dimostrata subito disponibile all'approfondimento e al confronto. La Dr.ssa Lamonica è Direttore del Corso di Naturopatia e presidente presso l'Istituto Superiore di Cultura Giordano Bruno, nonché Vice Presidente dell'Istituto Nazionale per la Naturopatia (INAT).

Facciamo chiarezza. Il naturopata non è un medico. Allora, come lo si può definire? 

In tutti questi anni c’è sempre stata una grande confusione rispetto alla figura del Naturopata. Si è andati solitamente da un opposto all’altro (da sciamano/mago fino alla sua definizione di “medico”), tirando fuori definizioni che MAI sono arrivate dal mondo della Naturopatia e dai suoi operatori. Ovviamente la mancanza totale di informazione corretta fa si che si generino equivoci ad oltranza. Tutto ciò è dovuto anche al fatto che in genere sui media, si invitino tutti a parlare di naturopatia, tranne che i Naturopati, e questo logicamente genera una serie di interpretazioni del tutto personali sulla disciplina che nulla hanno a che fare con la realtà. Dare in uno spazio come questo una definizione completa è abbastanza riduttivo.

Per sintetizzare il più possibile le dirò che il naturopata non è un medico, e nè presume di esserlo.

Per la filosofia che soggiace alla Naturopatia, la definizione di “medico” è molto lontana dalla mentalità del Naturopata. Diciamo più correttamente che il Naturopata è una figura complementare, che si occupa essenzialmente di educazione alla salute, primary care e promozione della saluteattraverso metodiche non invasive per il riequilibrio della persona, come meglio definito dal recente documento dell'OMS “Standard per la formazione in Medicina Tradizionale/Complementare e Alternativa: Naturopatia” (in lingua originale, Benchmarks for Training in Naturopathy) : "Una professione sanitaria che enfatizza la prevenzione, il trattamento e la promozione della salute ottimale attraverso l’uso di metodi  e modalità che incoraggiano il processo di autoguarigione (Vis Medicatrix Naturae)".

Essenzialmente, una professione non medica, distinta da quest'ultima, in quanto il Naturopata non fa diagnosi nosologica né cura le malattie, atti di pertinenza medica. Una figura che anzi, al contrario di quanto si possa pensare, è in stretta collaborazione con il medico, secondo una idea di Medicina Integrata che vede come primo obiettivo il benessere dell’utente.

Si può parlare, come fanno alcuni siti, di "operatore sanitario naturopata"? 

Se ne può parlare come ipotesi, come obiettivo. Allo stato attuale ancora il Naturopata non è contestualizzato nella categoria del Sanitario, come invece noi ci auguriamo che sia. Proprio in questa direzione è il DDL n. 2152 Norme in materia di regolamentazione della figura di operatore sanitario Naturopata, presentata dal Senatore Bianco e della quale con il direttivo dell’INAT, Istituto Nazionale per la Naturopatia, ho contribuito alla stesura.

Questa odierna “terra di nessuno” nella quale viviamo oggi, alimenta solo una grande confusione e fa si che si possano ipotizzare soluzioni come quella di dare alle estetiste la possibilità di “fare naturopatia” senza un percorso di studi adeguato oppure favorire che l’imbroglione di turno si definisca o sia definito automaticamente “Naturopata”. Con tutto il rispetto per le estetiste, quando si fa educazione alla salute o primary care, come minimo, mi concederà che sia necessaria una solida preparazione su base medico/scientifica e una definizione corretta e puntuale del curriculum di studi del Naturopata e del suo iter professionale successivo agli studi darebbe chiarezza all’utenza e, finalmente, trasparenza professionale agli operatori. Contestualizzare il Naturopata nel sanitario non solo eliminerebbe tutti gli equivoci sulla “scientificità” della disciplina, ma inserirebbe finalmente il Naturopata nel suo contesto ideale che è quello della promozione alla salute.

In termini di regolamentazione circa le cure naturali, l'Italia è indietro rispetto ad altri paesi d'Europa?

Assolutamente si In Italia sono state disattese  le risoluzioni del Parlamento europeo (1997) e delConsiglio d’Europa (1999), che prevedono l'armonizzazione dei paesi membri riguardo le figure non mediche del Complementary and Alternative Medicines (CAM) e non è mai stato adottato il piano strategico sulle MNC dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2002).

Inoltre è stato disatteso anche l’importante documento che è stato presentato a Milano nel 2004 dalla Organizzazione mondiale della sanità a tutela del paziente delle MNC o CAM , intitolato  «Linee guida per lo sviluppo dell’informazione al consumatore sull’utilizzo appropriato della medicina tradizionale, complementare e alternativa», in cui vengono sottolineate le politiche che i governi dovrebbero mettere in atto per le MNC. In Europa le leggi più recenti sulla naturopatia, si sono  ovviamente ispirate alle linee guida OMS e a quelle europee quali la Risoluzione di Lannoye-Collins; considerando la Naturopatia disciplina  complementare alla medicina ufficiale, e praticata da operatori non medici adeguatamente preparati. Di fatto in Italia, ben lungi dal tenere conto di tutto questo si vive ancora in una vacatio legis, che non è certo voluta né dai Naturopati che lavorano seriamente, né tantomeno dalle Associazioni di Naturopatia che li rappresentano.

In Italia ogni regione si è dotata o si sta dotando di una propria regolamentazione per la naturopatia? 

Attualmente le Regioni che hanno fatto passi avanti in questo senso sono due: la Toscana e LaLombardia. La legge regionale Toscana è a regime. Ciò vuol dire che da luglio sono cominciate le iscrizioni agli elenchi regionali per: Naturopatia, Shiatsu, Craniosacrale, Yoga e Pranopratica. La legge regionale lombarda manca ancora dei decreti attuativi. Come in Toscana sono stati fatti dei tavoli disciplinari, cercando un compromesso fra le diverse realtà formative, in modo da stabilire uno standard minimo comune. L'approccio delle leggi regionali è stato quello di prendere atto della presenza sul territorio di professionisti non regolamentati  e non "riconoscerne la figura", bensìtutelare il cittadino che a loro si rivolge con una specie di bollino blu non obbligatorio. Non potendo legiferare in ambito sanitario, le regioni si muovono nel settore appositamente creato delle "discipline bionaturali". Esse sostengono che il benessere sia l'obiettivo dell'attività di queste discipline e non la salute. Come vede, si gioca ancora con le parole.

La disquisizione se sia più ampio il concetto di benessere o quello di salute potrebbe durare in eterno e non portare a niente. Resta da dire che la tendenza europea è verso una formazione alta, di livello universitario, perchè, sia che si parli di benessere, sia che si parli di salute, l'operatore dovrebbe essere in grado di capire quando la persona che a lui si rivolge debba essere inviata al medico, in quanto sospetto  portatore di patologia. Questo assunto essenziale non fa che sottolineare lanecessità della collaborazione con la classe medica ed ecco che siamo ritornati al concetto di salute.

Un suo commento nel portale ha suscitato il nostro interesse: "Ad ogni piè sospinto quando qualche cialtrone commette qualche abuso o qualche grave danno, viene automaticamente etichettato dai media come "naturopata" per poi scoprire che con la naturopatia nulla aveva a che fare.". Ciò rallenta di molto il processo di regolamentazione della figura del naturopata e discredita i 15.000 naturopati che svolgono il loro lavoro in Italia con professionalità. Il DDL del 3 maggio 2010 depositato in Senato prevede un modo per ovviare al rischioso inconveniente?

L’obiettivo principale della proposta di legge consiste nel definire il profilo professionale degli operatori in Naturopati ed il percorso formativo indispensabile ad un corretto esercizio professionale a  tutela dell’utente. Parimenti si introduce il ruolo delle associazioni di categoria, quali tutrici della qualità della professione e garanti dell’aggiornamento e dell’osservanza del Codice Deontologico, così come da Direttiva CE del 2005.

Si introduce altresì un Registro Nazionale dei Naturopati. Insomma una regolamentazione a 360° per far finire questa terra di nessuno in cui brancoliamo oggi e nella quale, in nome della Naturopatia, si può dire e fare qualsiasi cosa. Guardi sono molto autocritica. Una regolamentazione del genere serve anche a mettere ordine all’interno dello stesso mondo della Naturopatia, dove oggi, proprio per questa mancanza di indicazioni e norme, possono gravitare anche personaggi e situazioni che di certo non giovano all’immagine della disciplina.

Ovviamente in questa situazione è facile fare della critica a buon mercato e, come lei accennava citando la mia affermazione, soprattutto i media enfatizzano spesso fatti e circostanze nelle quali si parla di Naturopatia o Naturopati, per poi scoprire che questi sedicenti naturopati non hanno nessunattestato di studi in Naturopatia, non sono iscritti ad alcuna Associazione di Categoria, e non ottemperano a tutte le norme fiscali e assicurative che servono per esercitare la professione. Caratteristiche invece che il professionista Naturopata serio ha sempre.

Se un cittadino italiano ha un qualsiasi disturbo, la prima reazione istintiva è andare dal medico. Intendo dire che fino a qualche tempo fa rivolgersi al naturopata non era nemmeno una possibilità contemplata. Le cose stanno cambiando?

Le cose sono cambiate nella misura in cui oggi in Italia, come nel resto d’Europa la popolazione ricorre sempre più frequentemente a prestazioni complementari e a pratiche empiriche non mediche e non convenzionali, tra le quali la Naturopatia. Però vede il punto è proprio questo: non c’è una antitesi tra medicina convenzionale e terapie naturali. Questi manicheismi non agevolano il dialogo e soprattutto non vanno a vantaggio dell’utenza. La realtà auspicabile, come le dicevo prima è quella di pensare ad una “sanità integrata” dove la medicina convenzionale e le metodiche non convenzionali possano camminare insieme come dovrebbe essere. Le faccio un esempio pratico: se dal naturopata si recasse un malato oncologico, non sarebbe un buon naturopata colui che presumesse con molta supponenza di affrontare una situazione del genere con le sole metodiche della Naturopatia.

Il Naturopata professionista non lo farebbe mai. Anzi consiglierebbe al suo cliente di recarsi dall’oncologo per affrontare le cure adatte alla situazione e, di concerto con l’oncologo aiuterebbe il suo cliente con le metodi dolci tipiche della Naturopatia ad affrontare più serenamente gli effetti collaterali della chemioterapia. Le ho fatto un esempio limite perché ci sono delle realtà in cui già oggi si opera in questo modo.

Esistono specifici disturbi o famiglie di disturbi per i quali davvero sarebbe consigliabile sentire un naturopata prima di qualsiasi altra figura professionale?

Come le ho detto prima il Naturopata non “cura il disturbo”. Il Naturopata fa prevenzione ed educazione alla salute. E’ chiaro quindi che dal naturopata si vada per evitare che il disturbo insorga e arrivi ad essere una patologia grave. Il consiglio è quello di andare dal Naturopata per sapere come affrontare una alimentazione sana, conoscere e attivare la capacità di guarigione del proprio terreno (dove per "terreno" si intende la predisposizione ad alcuni tipi di disturbi); in altre parole, essere consapevoli della propria salute e della capacità di gestirla in modo sano.

Sostanzialmente il Naturopata è un operatore (come contemplato in molti paesi europei e dall’O.M.S.) che, attraverso molteplici tecniche, favorisce il mantenimento dello stato di salute e di benessere della persona, in base alle sue caratteristiche costituzionali, ovvero valuta la predisposizione ad alterazioni funzionali, organiche, le capacità reattive dell’individuo, l’alimentazione, le abitudini e lo stile di vita, fornendo suggerimenti sull’uso di alimenti, prodotti naturali ed integratori di libera vendita. La naturopatia essenzialmente opera quindi nell'ambito fisiologico e predisposizionale e non in ambito patologico. Va da sé che, come ho già accennato, il Naturopata deve avere una formazione tale da poter essere in grado di collaborare con il medico o altre figure socio-sanitarie.

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Enfoque de la metodologia histórica de la Naturopatía

Por FENACO - 27 de Enero, 2012, 14:34, Categoría: Historia de la Naturopatía

Notas de Prensa
27/01/2012
Enfoque de la metodologia histórica de la Naturopatía

Las tres distintas posturas que se dan en la historia de la Naturopatía acerca de su especificidad como disciplina científica, podemos resumirla de la siguiente forma:

La primera, que podíamos denominar Corriente Marginal, es la que considera el estudio de la Salud en su vertiente natural, objeto formal de estudio de la Naturopatía, como una de las partes de otro objeto de estudio, de otras preocupaciones intelectuales; es decir, la salud seria una cuestión de reflexión filosófica y de actitud vital ante la vida. Se intentaría conocer los fines, que obviamente dependerían de la concepción total de la vida, y, por tanto, se intentaría reducir el estudio de la salud a la que podíamos llamar una filosofía salutista identificada con la corriente que se queda exclusivamente en el plano filosófico. La Salud, el alcanzar un Estado Optimo de Salud, ha formado parte de una concepción global de la vida, sus postulados pertenecen a un cuerpo de doctrinas que abarcan algo más que unas simples reglas para recuperar o mantener la salud; por tanto, en esta corriente estarían representadas las grandes filosofías que contemplan el recto vivir: Pitagorismo, Taoismo, Budismo, Naturismo, Higienismo, Vegetarianismo, con sus correspondientes plasmaciones sociales y contenido pedagógico.

El problema metodológico que presenta esta tendencia es la dificultad para que, con sus postulados, puedan generarse principios, explicaciones y prescripciones de intervención Naturopática, al quedarse exclusivamente en el plano filosófico.  Pero no por ello deja de ser una dimensión fundamental de la que está impregnada la Naturopatía en sus bases fundamentales filosóficas, sociales y pedagógicas.

La segunda, que podíamos denominar Corriente Subalterna, es la que ha sido representada por los llamados médicos naturistas los cuales subordinan el estudio de la Salud en su esfera natural al campo exclusivo de la medicina intentando, por ello, medicalizar la Naturaleza. Los defensores de esta corriente consideran que el naturismo como filosofía salutista y la Naturopatía como ciencia, tecnología y praxiología de la salud, en su vertiente natural, tiene que estar subordinada al campo de estudio de la medicina es decir que sea una especialidad médica mas, según unos, y una corriente de renovación de la medicina, según otros.

La tercera, que podemos denominar Corriente Autónoma, justifica y explica la intervención Naturopática mediante la elaboración de una estructura teórica de interpretación del fenómeno Salud desde su vertiente Natural..Una forma de conocimiento puede considerarse autónoma cuando crea, organiza y delimita su propio campo conceptual con sus correspondientes pruebas acerca de la veracidad de sus proposiciones; por tanto, si la Salud, en su dimensión natural, es considerada como un ámbito de la realidad con significación intrínseca, será preciso elaborar teorías sustantivas de la salud y tecnologías especificas de la salud desde su ámbito natural. Esta corriente mantiene que la Salud, en su dimensión natural, es objeto de estudio formal y praxis concreta de la Naturopatía como sistematización teórica y practica de los conocimientos acerca de la salud desde su parcela natural, que es lo que realmente le da su carácter autónomo: su objetivo metodológico, ya que su objetivo formal es objeto de estudios de otras disciplinas como veremos mas adelante. Está corriente es iniciada por Benedict Lust  (1872 – 1945); Joseph Edward Cummins (1867 – 1949) y Edward Earle Purinton (1878 – 1958) y Carl Shultz (1862 – 1954)

Estas tres corrientes siguen presentes, todavía, en la casuística naturopática, aunque la última es la que arroja perspectivas de seguir una línea de realizaciones teóricas y prácticas que fundamenten el saber naturopático (lógicamente teniendo encuenta las aportaciones filosóficas de la primera y las aportaciones epistemológicas de la segunda).

De aquí, pues, que pueda defenderse el carácter de la Naturopatía como ciencia autónoma. La Naturopatía como Ciencia de la Salud, queremos afirmar que, epistemológicamente (por la forma de conocer) y ontológicamente (por el ámbito de realidad que se estudia, la Salud en su dimensión Natural) es susceptible de estudio científico autónomo; por tanto afirmamos que  la Naturopatía, como Ciencia de la Salud es disciplina científica autónoma como la psicología, la medicina, la biología, la estomatología, la fisioterapia, la podología etc.

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El Departamento de Salud y Servicios Humanos de EEUU incluye la Naturopatía en el IHSLRP

Por FENACO - 26 de Enero, 2012, 13:44, Categoría: General

Notas de Prensa
26/01/2012

El Departamento de Salud y Servicios Humanos de EEUU incluye los Servicios de Naturopatía en el Indian Health Service Loan Repayment Program

El  Departamento de Salud y Servicios Humanos (HHS) de EEUU emitió una notificación del Registro Federal fechada el  23 de enero de 2012, incluyendo a la Naturopatía para participar en el Servicio de Salud Indígena (IHS) dentro del programa de reembolso del servicio de salud. El HHS tiene la autoridad para determinar las profesiones sanitarias específicas para los contratos de reembolso del servicio, con base a las necesidades expresadas por el IHS, los indios americanos y nativos de Alaska. Por primera vez, el HHS ha incluido a los Profesionales Naturópatas ND en la lista de "profesiones de salud prioritarios." Los graduados de las escuelas de Naturopatía acreditados pueden ahora aprovechar esta oportunidad para ofrecer servicios para satisfacer las necesidades de esta población en riesgo.

"Después de más de nueve años, cientos de visitas al Congreso, miles de cartas al Congreso y a la Agencia, así como reuniones personales con los funcionarios de la Agencia,  finalmente sucedió", dijo Karen Howard, Director Ejecutivo de la American Association  Naturopathic Physician  (AANP). "Esto allana el camino para su inclusión en todos los programas de reembolso federales y es un paso importante hacia la equidad en la educación para los estudiantes de Naturopátia . No puedo decirles lo contento que estoy con esta noticia"

El Presidente de la AANP Dr. Michael J. Cronin elogió el duro trabajo de la comunidad naturopática en la consecución de este objetivo. "Felicidades a todos los estudiantes de Naturopatía y Naturópatas ND que han trabajó largo y duro participando en la Iniciativa Federal Legislativo, DC (DC FLI), el envío de cartas de y para visitar a sus miembros del Congreso y de apoyo a la AANP".

El anuncio, en su totalidad, del Departamento de Salud y Servicios Humanos, titulado "Loan Repayment Program for Repayment of Health Professions Educational Loans " está disponible on line en la Government Printing Office.

La Naturopatía ND, como lo define el Departamento de Trabajo de EE.UU. es para "diagnosticar, tratar y ayudar a prevenir enfermedades mediante un sistema de práctica basado en la capacidad natural de curación de las personas. Pueden utilizar métodos fisiológicos, psicológicos o mecánicos. También puede usar la Naturopatía,  los alimentos, hierbas u otros remedios naturales. "Capacitar a los Naturópatas ND con cuatro años de estudio, a las escuelas de postgrado de Naturopatía que están acreditados por una agencia del Departamento de Educación. Dieciséis estados, el Distrito de Columbia y los territorios de los EE.UU. de Puerto Rico y las Islas Vírgenes tienen reglamentada la Naturopatía

Para más información en AANP

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En memoria de Robert Fleming, pionero de la Naturopatía canadiense

Por FENACO - 25 de Enero, 2012, 13:44, Categoría: Historia de la Naturopatía

Notas de Prensa
25/01/2012

En memoria de Robert Fleming, pionero de la Naturopatía canadiense

Desde la Organización Colegial Naturopática FENACO queremos trasmitir nuestro pesar a la Canadian Association of Naturopathic Doctors (CAND) por el fallecimiento del  Dr. Robert Fleming Key ND acontecido el  22 de enero de 2012.

El Dr. Fleming (1918 - 2012) fue uno de los pioneros de la Naturopatía en Canadá, concretamente en la Columbia Británica. En 1956, comenzó su práctica profesional Naturopática y se unió a la BCNA - British Columbia Naturopathic Association cuando sólo había seis miembros. Estuvo activo durante más de 25 años en el BCNA, ocupando los cargos de secretario, tesorero y secretario. 

El Dr. Fleming y su esposa Ann fueron los responsables de la Fundación CNERS (en la actualidad la Fundación Naturopática Canadiense). El Dr. Fleming mantuvo activo la Fundación CNERS hasta su jubilación en 2000. 

Después de su retiro del Dr. Fleming siguió los acontecimientos dentro de la profesión gracias a las visitas regulares de su sobrina Cindy Franklin.

El funeral del Dr. Fleming se llevará a cabo 31 de enero 2012 en la iglesia de Pastor, 2250 150a San Surrey, Columbia Británica. Está prevista una recepción.

Más información en Canadian Association of Naturopathic Doctors (CAND)

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En FENACO somos los primeros interesados en la defensa del usuario de los Servicios de Naturopatía

Por FENACO - 24 de Enero, 2012, 17:48, Categoría: General

Notas de Prensa
24/01/2012

En FENACO somos los primeros interesados en la defensa del usuario de los Servicios de Naturopatía

Eva Jiménez, Presidenta Adjunta de la Organización Colegial Naturopática FENACO, es entrevistada en Radio 21, donde ha tratado temas de interés para el proceso de regulación de la Profesión Naturopática en España.

Entre dichos temas, ha hablado sobre la reunión que Eva Jiménez mantuvo, durante el trascurso de la 11ª Conferencia sobre Naturopatía que se ha celebrado en Munich (Alemania) durante los días 11, 12 y 13 de noviembre, con el Presidente de la Asociación Alemana de Heilpraktiker FDH, Christian Wilms, para fortalecer los lazos profesionales con vista al apoyo corporativo a la regulación de la profesión Naturopática en España, ya que en Alemania la figura del Heilpraktiker (Naturópata) está reconocida oficialmente además de tener un aceptable reconocimiento social.

Por otro lado el modelo alemán de Heilpraktiker esta sirviendo de referente para la regulación profesional de la Naturopatía española; regulación que desde la Organización Colegial Naturopática hemos solicitado, en distintas ocasiones, a la administración pública por la vía de la Cualificacion Profesional de Naturopatía.

En otro orden de cosas, Eva Jiménez, también ha sido preguntada por la situación actual de la profesión Naturopática en España y su estatus profesional; respondiendo a continuación que la situación es de un reconocimiento social y una regulación administrativa, ya que en el plano administrativo y sociolaboral hay un estatus de legalidad, solo nos falta el reconocimiento académico.

Y para finalizar la entrevista, la Presidenta Adjunta ha enfatizado el papel que está jugando la Organización Colegial Naturopática FENACO en la defensa de los intereses de los profesionales Naturópatas y de los usuarios / consumidores de los Servicios de Naturopatía. En la Organización Colegial Naturopática FENACO somos los primeros interesados en la defensa del consumidor, porque en ellos está la llave de la imagen, futuro y prestigio de los Profesionales Colegiados FENACO, apostilla Eva Jiménez, Presidenta Adjunta de la Organización Colegial Naturopática FENACO.

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ATA aplaude el anuncio de Cristobal Montoro de exigir responsabilidad penal a los gestores público

Por FENACO - 23 de Enero, 2012, 21:46, Categoría: ATA Autónomos

Notas de Prensa
23/01/2012

ATA aplaude el anuncio de Cristobal Montoro de exigir responsabilidad penal a los gestores públicos que no cumplan el déficit

- Lorenzo Amor: “Es lógico que si un empresario tiene responsabilidades por quebrar su empresa, un gestor publico también las tenga por arruinar Administración”

-Los autónomos sufrimos en primera persona la mala gestión pública y las consecuencias del aumento del déficit.

La Federación Nacional de Asociaciones de Trabajadores Autónomos-ATA aplaude el anuncio realizado por el Ministro de Hacienda, Cristóbal Montoro, de exigir responsabilidad penal a los gestores públicos que incumplan con el déficit fijado y gasten más de lo presupuestado.

Se trata de una propuesta que desde ATA hemos venido reclamando a lo largo de los últimos meses. ”Es lógico que al igual que los empresarios tienen que responder de su mala gestión cuando llevan a una empresa a la quiebra, los gestores públicos también tengan que hacerlo cuando llevan a la ruina a una Administración, con todas las consecuencias que ello conlleva”, señala Lorenzo Amor, Presidente de la Federación Nacional de Asociaciones de Trabajadores Autónomos, ATA.

ATA recuerda que los autónomos sufrimos en primera persona el aumento del déficit y el mal control del gasto público: padecemos una morosidad pública cifrada en más de 15.000 millones de euros, tenemos más de cuatro millones de facturas pendientes de cobro, con un tiempo de demora en el cobro de las mismas que triplica a la media de la Unión Europea y donde más de 350.000 autónomos se han quedado en el camino y en la más absoluta ruina por culpa de la mala gestión pública.

“Esperamos que este anuncio de modificar la Ley de Trasparencia de Gobierno para que un gestor público, sea político o no, no pueda gastar más allá de lo que tenga y no guarde facturas en el cajón – señala Lorenzo Amor – sirva para conseguir una mejor gestión pública, frenar las demoras en los pagos y poner coto a la morosidad pública, principal foco de destrucción de autónomos, empresas y generación de desempleo.

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Los comienzos de la Naturopatía española con Adrian Vander

Por FENACO - 22 de Enero, 2012, 17:48, Categoría: Historia de la Naturopatía

Notas de Prensa
22/01/2012

Los comienzos de la Naturopatía española con Adrian Vander

La Organización Colegial Naturopática FENACO con motivo de la celebración del 90 aniversario de la naturopátia española, rinde homenaje a Adrian Vander, que junto con José Castro y Nicolas Capo forma una primera generacion de pioneros de la Naturopatia española, con la problemática que implicaba la práctica profesional en aquella época; estamos hablando de la dictadura de Primo de Rivera.

Adrian Vander va a ejercer en una época donde la Naturopatía en España aún estaba en sus comienzos;  y basándose en la obra del Naturópata alemán Louis Kuhnne, va a escribir toda su obra Naturopática.

Adrian Van Der Put Vermuden, hijo de Pedro Van Der Put y de Maria Vermuden, nació en Holanda (Tilburg, Provincia de Brabante) el 2 de enero de 1890, y fallece, a los 83 años, en su residencia de verano de la Garriga (Barcelona 6 de julio de 1973).

Fue director general del Sanatorio de Kuhnne en Leipzig (Alemania), donde se formo de una forma práctica en lapraxis naturopatica.

Llega a Barcelona al final de la Primera Guerra Mundial,  en 1919. En esta ciudad va a contraer nupcias con Rosalia Bergada, natural de Lérida.

Inicialmente tuvo una consulta de Naturopatía en la calle Balmes. Posteriormente de trasladó a la Plaza Monestir 3 (Pedralbes) donde tenia la residencia y la propia editorial que permaneció activa hasta aproximadamente en 1993.. Posteriormente se traslada a la Plaza Monestir, 3 (Pedralbes)
 
A partir de 1924 Vander  declara en sus anuncios de su consulta de la calle Consejo del Ciento nº 134, publicado en su revista la Salud, decía literalmente “autorizado para ejercer en España por R.O de 6 de noviembre de 1923”. Según Eduardo Alfonso, el General D. Miguel Primo de Rivera, autorizó a (Vander)  ejercer la Medicina Naturista en Barcelona, durante un lapso de seis años, porque había curado a alguien de su entorno”.

En 1927 deja su ejercicio profesional, por los problemas surgidos a partir del Decreto de Gobernación de 1926, y se dedica a escribir y publicar libros sobre la temática Naturopática, evitando asi los problemas legales surgidos por supuestas prácticas médicas.

Según cuenta Eduardo Alfonso en “Mis recuerdos” En el mismo año de terminar mi doctorado (1919) (en el que cursé por elección, Bioquímica, Análisis Químico, Parasitología tropical e Hidrología médica), marché a probar fortuna a Barcelona en compañía del Profesor Adrian Vanderput (que había sido Jefe de enfermeros del Sanatorio de Kuhne en Leipzig), buen practicón, acostumbrado a tratar enfermos, y que manejaba muy bien el "diagnóstico por el iris", que había trabajado conmigo en mi clínica de la calle de Lisboa en Madrid. Nos instalamos en la calle de Mallorca, cerca de la Sagrada Familia en compañía de un matrimonio francés, Federico Macé y su esposa Paulina, ambos pintores, y fervientes partidarios del naturismo

Su bibliografía es extensa, autor de más de cuarenta libros y de la revista La Salud. También escribió algunos artículos para la revista Helios, reconocida en aquella época.

Su obra, de temática Naturopática, es de divulgación, no sólo destinada al público especializado , y con este propósito ilustra a menudo sus libros con imágenes aclaratorias sobre los tratamientos, los síntomas de una enfermedad, etc. Tuvo una gran difusión, no sólo en Barcelona, sino al resto de España y del extranjero; muestra de esto es que hay libros editados hasta la década de los ochenta.

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En memoria de Nicolas Capo, Naturópata Italo-Español (1899- 1976)

Por FENACO - 21 de Enero, 2012, 16:31, Categoría: Historia de la Naturopatía

Notas de Prensa
21/01/2012

En memoria de Nicolas Capo, Naturópata Italo-Español (1899- 1976)

La Organización Colegial Naturopática FENACO rinde homenaje a los pioneros de la Naturopátia española, que dejaron su impronta en los origenes fundacionales de la Naturopatía española, y para ello vamos a dar unas pinceladas sobre la vida y obre de Nicolas Capo, Naturópata Italo-Español (1899- 1976)

El Profesor Nicolás Capo Baratta nació en Laurito (Italia) en 1899 emigrando con su familia a Montevideo (Uruguay). A los 16 años, unos problemas de salud le hicieron interesarse por el Naturismo y, a raíz de ello trabó amistad con el que también sería profesor naturista, don José Castro, fundando ambos la ciencia de la trofología, inspirada en las compatibilidades de los alimentos.

Deseoso de hallar nuevos cauces, se trasladó a Europa y tras breves estancias en Lisboa, París y Valencia, recaló definitivamente en Barcelona, donde desarrolló una ingente labor en pro del Naturismo trofológico.

En los años 30 fundó la Revista Pentalfa, portavoz del Naturismo y nudismo. Editó varios libros, dio conferencias y dirigió un orfanato inspirado en el ideal de Macrobia. Por sus ideales libertarios, fue exiliado por el régimen triunfador en la Guerra Civil española y tras breves estancias en campos de concentración en Argelés (Francia) y en Nanclares de la Oca (Alava), se exilió a Perpignan donde prosiguió con sus tareas docentes, publicación de libros y revistas y conferencias y charlas por toda Francia.

De sus numerosas obras, destacan con luz propia dos publicaciones: “Trofología Práctica y Trofoterapia, verdadera Biblia naturista y el más emblemático, Mis observaciones clínicas sobre el limón, el ajo y la cebolla del que se han lanzado más de 30 ediciones en lengua española y se ha traducido a varios idiomas.

Ya en Barcelona, de vuelta del exilio, editó la revista“¡Cúrate!” con tiradas de hasta 50.000 ejemplares y siguió con la publicación de numerosas obras propias y de autores afines a sus ideas, como Amilcar de Souza, Carlos Brandt, etc.

La origenes fundacionales de la Naturopatía española no se puede entender en su poceso de sistematizacion sin la figura de Nicolas Capo, debido sobre todo al aspecto educativo de su concepción práctica del naturismo y del vegetarianismo como exponentes fislosóficos de la Naturopatía. El Prof. N. Capo, ocupa un lugar destacado en la historia de la Naturopatía española y su memoria sigue vigente en quienes, gracias a sus consejos y a sus libros, consiguieron mejorar su salud y su calidad de vida.

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La Cualificacion Profesional de Naturopatía, una exigencia profesional de FENACO

Por FENACO - 20 de Enero, 2012, 11:42, Categoría: General

Notas de Prensa
20/01/2012

La Cualificacion Profesional de Naturopatía, una exigencia profesional de FENACO

La Organización Colegial Naturopática FENACO propone al gobierno del PP la regulación de la profesión Naturopática mediante la Ley de Cualificaciones Profesionales (Ley Orgánica 5/2002, de 19 de junio, de las Cualificaciones y de la Formación Profesional), y los desarrollos legislativos posteriores.

La Organización Colegial Naturopática FENACO ya presentó la solicitud de la creación de la Cualificación Profesional de Naturopatía, documentación que también se ha presentado a los distintos grupos políticos para que nos apoyen y respalden, al igual que también se le ha presentado a los interlocutores sociales, asociaciones etc...; a todos ellos le hemos pedido que respalden el documento que la Organización Colegial Naturopática FENACO ha presentado para la regulación de la profesión Naturopática.

Desde la Organización Colegial Naturopática FENACO, la Vicepresidenta, Nicole González, considera que tras la publicación del Real Decreto 1224/2009, de 17 de julio, de reconocimiento de las competencias profesionales adquiridas por experiencia laboral, ya no existe ninguna excusa para que la profesión Naturopática tenga su reconocimiento profesional. Solo falta la voluntad política para que se haga realidad.

Ante el proyecto de regulación mediante la otorgación de la Cualificación Profesional, la Organización Colegial Naturopática FENACO exige que la regulación profesional se realice teniendo en cuenta las reivindicaciones profesionales y laborales de los profesionales Naturópatas que venimos ejerciendo en España desde 1922. En está línea avanzamo en las propuestas, como por ejemplo:

La definición de Naturopatía: La Naturopatía es la disciplina que sistematiza los conocimientos científicos, tecnológicos y praxiológicos sobre la salud en su dimensión Natural. Proporciona una asistencia esencial, basada en métodos y tecnología sencillos y naturales, científicamente fundados, socialmente aceptables y ecológicamente sostenible.

La competencia general del profesional Naturópata: Los profesionales Naturópatas contribuirán a mejorar y/ o mantener la calidad de vida de las personas y de su entorno ecosocial a través de una oferta integral y global de servicios personales de carácter sociosanitario, cumpliendo las normas técnico – sanitarias de calidad, seguridad e higiene y ambientales vigentes y respetando el Código Deontológico de la Naturopatía, tomando decisiones basadas en una metodología fundamentada en los avances producidos en el campo de la educación y promoción de la salud, la ética y la evidencia científica de los Métodos Naturales y Procedimientos de Salud lograda a través de una actividad investigadora directamente relacionada con la práctica sociosanitaria. La Naturopatía y sus diversas especialidades desarrollan las prácticas de restablecimiento, mantenimiento y mejora del estado de salud por estimulación de procesos naturales.

Las diversas especialidades de la Naturopatía son:

  • Naturopatía Alimentaria o TROFOLOGIA (Dietética, Nutrición, Bromatología, Gastronomía, Nutrición Ortomolecular.....
  • Naturopatía Fitocomplementaria o HERBOLOGIA (Herbología, Aceites Esenciales, Esencias Florales...)
  • Estímulos Naturales (Agua, Tierra, Sol, Aire..)
  • Naturopatía Manual o HAPTOLOGÍA (Quiromasaje, Osteopatía, Shiatsu, Reflexologia podal, Masaje Metamórfico, Drenaje Linfático, Tuina, Terapia Craneosacral, Reiki, Kinesiologia..)
  • Naturopatía Sensorial (Musica, Sonido, Colores..)
  • Naturopatía Funcional (Oligocatalisis, Biosales, Litodequelación, Homeopatía, Espagiria..)
  • Naturopatía Psicofisica (Relajación, PNL, Visualización Creativa, Pensamiento Positivo..)
  • Naturopatía Energética (Acupuntura, Auriculopuntura, Craneopuntura , Su – Yok, Geobiologia, Feng – Shui, Tecnicasa con Imanes..)
  • Naturopatía Ergásica (Yoga, Taichi, Qi Gong, Movimientos de Salud...)

Las ocupaciones y puestos de trabajo:

  • Asistente Naturopático de Consultoría Naturopática
  • Asistente Naturopático de Información de Balnearios
  • Asistente Naturopático de Herbodietética
  • Director Naturopático de Establecimientos de Productos Dietéticos, Herbolarios y Afines.
  • Visitador Naturópata
  • Director Técnico en Empresas de Herbodietetica y Afines
  • Consultor en Centros de Herbodietética, Herbolarios y AFines
  • Consultor Naturópata en Centros de Yoga y Afines.
  • Consultor Naturópata en Equipos Deportivos y Gimnasios
  • Consultor Naturópata en Centros de Estética.
  • Consultor Naturópata en Balnearios y Estaciones Termales
  • Consultor Naturópata en Hoteles y Camping Naturistas,
  • Consultor Naturópata en Centros de Salud Natural.
  • Consultor Naturópata en Centros Multidisciplinar de Salud
  • Consultor Naturópata en Revistas Especializadas
  • Consultoria Naturopática en sus distintos niveles
  • Monitor Naturópata de Talleres Sociosanitarios
  • Director Naturópata de Establecimiento de Enseñanza
  • Formador Naturópata.
  • Investigador Naturópata

Por tanto, la Organización Colegial Naturopática FENACO seguirá realizando las acciones oportunas para que el reconocimiento de nuestra actividad profesional sea factible los antes posible ya que ello repercutiria favorablemente en la estabilidad laboral y en el desarrollo profesional.

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ATA aplaude el fondo para autónomos y confía en unas condiciones asequibles

Por FENACO - 19 de Enero, 2012, 11:42, Categoría: ATA Autónomos

Notas de Prensa
19/01/2012
ATA aplaude el fondo para autónomos y confía en unas condiciones asequibles

El vicepresidente de la Asociación de Autónomos de Andalucía (ATA), Rafael Amor, ha aplaudido hoy el fondo de ayudas reembolsables de 25 millones para los autónomos puesto en marcha por la Junta, si bien ha confiado en que las condiciones de Caixabank para la concesión de créditos sean asequibles.

En declaraciones a Efe, Rafael Amor ha dado la bienvenida a ese fondo de crédito para autónomos, que ha presentado hoy el consejero de Empleo, Manuel Recio, aunque ha lamentado que llega un poco tarde porque se tenía que haber implementado en 2011.

No obstante, ha admitido que llega en un buen momento porque uno de los grandes problemas del colectivo de autónomos, integrado en Andalucía por más de 460.000, es la falta de crédito, y de hecho seis de cada diez autónomos no acuden a una entidad para solicitar un préstamo, ha apuntado el responsable de ATA.

Asimismo, ha precisado que queda por conocer las garantías que exigirá Caixabank para la concesión de los préstamos acogidos al fondo para autónomos de la Junta, y ha confiado en que sean asequibles para que pueda ser un éxito.

Ha recordado en este sentido que el fondo del ICO para autónomos fue un fracaso por las exigencias para acceder al mismo y, por tanto, ATA ha insistido en la necesidad de que la entidad financiera no ponga el listón muy alto.

Según Rafael Amor, este fondo para autónomos puede ser un "pequeño impulso para paliar la difícil situación del sector", pero ha añadido que la "realidad es que hacen falta grandes medidas para que este colectivo sea una fuente para generar empleo y riqueza".

En este sentido, ha reclamado a la Junta de Andalucía que ponga en marcha el plan estratégico del trabajo autónomos, recogido en la ley de promoción del trabajo autónomo, y ha afirmado que el "proceso electoral no debe paralizarlo".

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